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Venerdì 25 Luglio 2014
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Per chi apprezza la montagna le cime della Valle Vigezzo possono offrire sensazioni uniche.
Dal fondovalle, terra di castagni, salgono e si estendono fitti boschi di faggi, abeti, pini silvestri, larici, lasciando intravedere qua e là, pascoli, alpeggi, riali con fresche cascatelle, pietraie e cascine che narrano la dura vita del montanaro: il tutto ravvivato da fiori di ogni specie, da frutti del sottobosco, da ricercatissimi lunghi, ed animato da caprioli, cervi, camosci.
E dalla sommità delle vette, si spazia su paesaggi affascinanti con orizzonti vastissimi. Nell'incanto del tramonto o alle prime luci dell'alba si può spiare e cogliere il messaggio del silenzio, dell'infinito e ritrovare pienamente se stessi. Andare per i nostri sentieri e mulattiere è bello sempre: in autunno avanzato o alle soglie dell'inverno prima delle grandi nevicate, in primavera quando la natura si risveglia o in estate quando esplode con i suoi mille colori.
Per voi che percorrete le montagna vigezzine perché sentite il lascino irresistibile dei suoi tesori - minerali, flora, fauna, panorami, genti - ebbene: la Valle è vostra! Amatela e rispettatela. Solo un consiglio: scegliete itinerari adatti al vostro allenamento, munitevi di equipaggiamento adeguato, di una cartina, di viveri e informatevi sulle previsioni metereologiche.
Le proposte di escursioni qui suggerite anticipano un progetto di recupero, pulizia, realizzazione di segnaletica e cartografia a cura della Comunità Montana e del CAI Vigezzo da avviarsi nei prossimi anni. Buone escursioni!


Anello delle Schegge di Moino

Dislivello: 1350 m. - Tempo di percorrenza: 8/9 ore

Dopo l'abitato di Toceno, in direzione di Arvogno, in località Promez, una mulattiera si inoltra in un bel bosco di conifere e sale all'alpe Colma (1556 m.). Volendo si può utilizzare da Arvogno la nuova seggiovia che sale alla Cima. Proseguendo, con una comoda mulattiera panoramica sulla Valle, si arriva alla Piana di Vigezzo (1715 m).
Una evidente e comoda mulattiera porta alla Bocchetta di Muino (1977 m.), il più alto valico di collegamento ai Bagni di Craveggia. Dalla Bocchetta si costeggiano le Schegge di Moino è con breve discesa, si raggiungono le baite dell'alpe Ruggia (1887 m.) situate vicino a un laghetto. Proseguendo in lieve salita si arriva alla Bacchetta di Ruggia (1990 m.).
Da qui un sentiero a mezza costa, di nuovo nel bacino vigezzino, ci porta alla cappelletta di San Pantaleone, in prossimità del Passo di Fontanalba (2024 m.), dal quale in un quarto d'ora, è possibile raggiungere il lago di Panelatte.
Dal valico si discende verso le baite dell'alpe I Motti, dove una bella mulattiera seicentesca composta da quasi duemila gradini, conduce dapprima all'alpe Villasco (1642 m.) e poi a Verzasco (1262 m.) dove si ritrova la strada che collega Arvogno e quindi scende a Toceno.


Anello delle Schegge di Moino - Cartina


Anello del Monte Sassone

Dislivello: 1250 m. - Tempo di percorrenza: 8/9 ore

Da Craveggia si imbocca la strada verso La Vasca-Blitz. Dopo i primi tornanti, nei pressi di una cappelletta e di una croce propiziatoria, sale la mulattiera che conduce alla Colma di Craveggia (1635 m.). È possibile raggiungerla partendo anche da Arvogno, in seggiovia, passando per la Colma di Toceno e la Piana.
Lasciato l'Oratorio di San Rocco sulla destra, si prosegue nell'ampio pascolo a forma di anfiteatro, lungo il sentiero segnalato "I percorsi dell'uomo", ritrovando passo dopo passo, diversi massi con le incisioni rupestri risalenti all'epoca neolitica e bellissime baite, tuttora frequentate.
Si raggiunge così la "Bacchetta del Rosario" (1955 m.) che mette in comunicazione la Valle Vigezzo con i Bagni di Craveggia e la Valle Onsernone. AI di là del valico appare la settecentesca cappelletta dedicata alla Madonna del Rosario ed affrescata dal pittore vigezzino Giuseppe Mattia Borgnis. Proseguendo sulle tracce che costeggiano il versante verso Vigezzo, si raggiunge, attraversando pascoli e pietraie, la Cima del Sassone (2086 m.).
Percorrendo poi, la cresta sud-est, in breve tempo, si raggiunge la vetta del Formalone ed infine la Bacchetta di S. Antonio (1841 m.), valico più utilizzato per raggiungere i Bagni di Craveggia.
Ritornando lungo la mulattiera verso la Valle Vigezzo, si arriva all'Alpe Cortignasco ed in fondo al ripido pendio (ricordarsi di chiudere il cancello) si raggiunge il riposante ed ombreggiato bosco che conduce a La Vasca e da qui, lungo la carrozzabile, a Craveggia.


Anello del Monte Sassone - Cartina


In Val Loana: alla Cima della Laurasca

Dislivello: 1000 m. - Tempo totale di percorrenza: 5/6 ore

Partendo da Malesco, attraversando tutta la Val Loana, si raggiunge in auto o con il Prontobus, Fondo Li Gabbi (1256 m.).
Da qui si sale in vetta passando accanto a resti di fornaci seicentesche, raggiungendo gli alpeggi di Cortenuovo (1792 m.) e Scaredi (1841 m.), e si conquista la vetta della Laurasca (2193 m.), eccezionale punto panoramico per la splendida vista sulla Pianura Padana, sui laghi, sulle Alpi e balcone sul Parco Nazionale della Val Grande.
L'originale laghetto del Marmo, così chiamato per l'affiora mento, tra le scure rocce, di un candido filone di marmo della stessa origine di quello della Cava Madre del Duomo di Milano a Candoglia, può invece essere ammirato nel ritorno allorché ai piedi della Laurasca imbocchiamo il sentiero che, con traverso pianeggiante porta alla Bocchetta di Cortechiuso (2069 m.) e ci permette, transitando per l'alpeggio omonimo (1883 m.) di chiudere l'anello della nostra escursione, attraverso il passo della Forcola (1683 m.) e le Fornaci (1327 m.), dove ritroviamo la gippabile per Fondo Li Gabbi.
Avvertenze tecniche:
L'ultimo tratto di salita alla cima della Laurasca, anche se non presenta particolari difficoltà è ripido ed un poco esposto.
Nel percorso ad anello, appena dopo l'Alpe Cortechiuso, proseguendo verso la bocchetta della Forcola, c'è un breve tratto esposto di pochi metri, comunque attrezzato con catene e successivamente la traversata sotto la Cima dei Fornaletti, pur non presentando difficoltà o tratti esposti, è un poco accidentata e scabrosa.


In Val Loana: al Pizzo Ragno

Dislivello: 1400 m. - Tempo totale di percorrenza: 7/8 ore

Un'alternativa è quella di lasciare la carrozzabile a Patqueso (1100 m.) divallando per il sentiero-natura che scende al torrente Loana e, dopo averlo attraversato, salire dolcemente nella Val di Basso, tra splendide faggete, fino all'alpeggio di All'Erta (1279 m.).
Da qui ci si inerpica proseguendo nella Valle del Rio Castello, per l'Alpeggio di AI Cedo (1565 m.) e al Geccio (1769 m.).
Lungo il costone roccioso di pietra oliare si ritrovano le tracce dell'antica lavorazione per l'estrazione dei "Iavecc", i paioli utilizzati dagli alpigiani per la vita quotidiana nei tempi passati.
Per gli escursionisti più esperti si consiglia di raggiungere la vetta del Pizzo Ragno (2289 m.) punto panoramico eccezionale sulla Valle, incontrando a quota 2109 m. il laghetto di Geccio (2060 m.).


Da Orcesco all'Alpe Campra (e al Pizzo Ragno per i più esperti!)

Dislivello: 570 m. - Tempo totale di percorrenza: 3/3,5 ore

Da Orcesco (814 m.), piccola frazione di Druogno si sale per una comoda ed ampia mulattiera che, attraverso variopinte faggete, raggiunge l'Alpe Campra (1379 m.), ampia e bellissima conca di prati e pascoli con numerose baite dominate dalle vette del Pizzo Ragno, del Togano, del Pizzo Nona e Marcio.
In questo affascinante alpeggio, mimetizzato tra i massi e i rododendri, attorno alle "casere" il pascolo è recintato da imponenti lastre di beola conficcate dagli alpigiani con duro lavoro per proteggere il bestiame che in altri tempi era inalpato in gran numero.
Tutto attorno è il regno dei mirtilli che richiamano numerosi amanti e raccoglitori e sono motivo di una singolare sagra nel mese di agosto.
Da Campra in poco meno di tre ore (solo) gli escursionisti esperti possono avventurarsi nella salita al Piazzo Ragno, (2289 m.) dapprima entrando nel fitto bosco di abeti, chiamato appunto "Bosco Negro" e poi raggiunta la dorsale, a circa 1650 m., seguendo la cresta nord a tratti esposta e con passi di facile arrampicata.
Una curiosità legata alla zona del Pizzo Marcio (1924 m.): intorno al 1970 vennero trovati interessanti esemplari di smeraldo, oltre a due nuovi minerali: Roggianite e Vigezzite, unici in assoluto al mondo che hanno arricchito il numero delle specie mineralogiche vigezzine arrivando a oltre 150.


Alcune facili passeggiate...

- Da Coimo a Mozzio, 30 minuti. Una bella strada di collegamento, con notevoli punti di interesse: il lavatoio, cappelle votive, i resti di un mulino.
- Alpe Blitz (1270 m.) gita di 2 ore partendo da Villette. Il Blitz è posto su una sella prativa tra il Monte Ziccher e la Costa di Faedo. Questo percorso ripercorre una vecchia mulattiera. Per il ritorno è possibile scendere verso Craveggia.
- Monte Cavallina (1504 m.), 4 ore di gita partendo da Olgia, ultimo paese vigezzino prima del confine elvetico. L'ascensione al Cavallina è un bel percorso ad anello in mezzo ai boschi e alle viuzze di Olgia, frazione di Re.




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