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Sabato 20 Settembre 2014
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I maestri "lavezzari" richiesti dagli Sforza

Le attività della Valle Antrona sono state a lungo caratterizzate dalla metallurgia.
In questo contesto riveste molta importanza la lavorazione della "laugera", con cui s'intende una varietà di serpentinite usata fin da tempi remotissimi.
Con la laugera si faceva tutto, dalle macine alle fontane agli oggetti domestici, pentole e recipienti detti "laveggi", ma è soprattutto nei forni per i minerali che trovava la migliore applicazione.
I "maestri lavezzari" al tempo degli Sforza furono molto richiesti a Milano per costruire palazzi e monumenti.


Una corporazione medioevale per tutelare i mastri ferrai

Il ferro era lavorato già in epoca preromana; si suppone che già i Leponzi estraessero e fondessero il ferro, avendone imparato la tecnica dagli Etruschi.
Grazie all'isolamento della valle, nel Medioevo si mantiene una fiorente attività organizzata nella Corporazione dei Maestri ferrai.
Ogaggia era la sede principale della lavorazione, perché disponeva dell'acqua per i mulini che muovevano i magli e aeravano i forni.


Rinata nel '700 l'arte della metallurgia

Nel XVI secolo circa 500 persone nella Valle lavoravano all'estrazione e alla fusione del metallo.
Pietro Maria Ceretti nell'Ottocento trasforma la tradizionale arte del ferro antronese in un'attività industriale, trasferendo le fabbriche a Villadossola.
Acciaierie ed energia idroelettrica vedono uno sviluppo continuo fino ai primi decenni del secolo scorso, e improntano la vita e il paesaggio dell'intera Valle Antrona.





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