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La Valle Antrona rientra nel settore alpino occidentale (Alpi Pennine) e risente di un clima di tipo continentale.

La superficie forestale dell'intero territorio della comunità montana è di circa il 36% di quella totale ed è stimabile intorno ai 5.781 Ha. Dopo le foreste, si trovano tra i vari tipi d'usi del suolo, rocce, macereti, greti, ghiacciai con una superficie quasi del 28% del totale; seguono le praterie e le formazioni rupicole anche arbustive superiori al 21%. Con incidenza di gran lunga minore si segnalano i pascoli, i prati e le aree urbanizzate e occupate da infrastrutture.


Il lariceto

È la tipologia maggiormente presente in valle e occupa il 25% della superficie forestale.
Si caratterizza per la presenza prevalente del larice, in termini numerici pari al 74% e in termini di volume pari al 68%, della picea (11% in numero e 12% in volume); a seguire le latifoglie con una presenza numerica del 12%. Tra queste latifoglie è da menzionare il faggio, che è presente in questo tipo di bosco con pochi esemplari isolati ma per lo più di grosse dimensioni che incidono in termini volumetrici.


L'abetina-faggeta

Rappresenta il 14% della superficie forestale. L'essenza predominante è l'abete bianco (52% in numero e 575 in volume); seguono il faggio (25% in numero e 18% in volume) e l'abete rosso (11% in numero e 16% in volume); la parte restante è occupata da altre latifoglie (!0% in numero e 3% in volume); in via sporadica e occasionale possono comparire anche il larice e il castagno.

In Valle Antrona questa tipologia forestale occupa il versante destro della vallata principale ed è riscontrabile anche in Val Brevettola, tra gli 800 e i 1.600 m. di quota.


Il betuleto

Occupa l'11% della superficie forestale. Occupa porzioni estese su entrambi i versanti della media e bassa valle, mentre è riscontrabile in nuclei più discontinui a varie esposizioni, tra i 500 e i 1500 metri di quota, fino all'altezza del Lago di Antrona e dell'Alpe Pianoz nei pressi di Cheggio.

Il betuleto, attualmente utilizzato poco e unicamente per ricavarne legne da ardere, può crescere in due situazioni diverse: su terreni fertili un tempo adibiti a prati e pascoli; oppure su terreni rocciosi e ricoperti da detriti.


La faggeta oligotrofica

Occupa il 7% della copertura forestale e vede la prevalenza del faggio per il 76% in numero e per il 77% in volume; seguono le altre latifoglie in misura pari al 9% in numero e al 55% in volume, il castagno (7% e 7%), l'abete rosso (4% e 9%), le querce (3% e 1%) e in misura esigua le latifoglie nobili.

Si trova su entrambi i versanti della bassa e media valle, da 550 a 1.600 metri di quota. Cresce su suoli originati da rocce cristalline e ricchi in superficie di materia organica ed è tipica di aree ad elevata piovosità.


Pecceta montana e subalpina

La pecceta montana rappresenta il 6% della copertura forestale ed è formata in modo predominante dall'abete rosso per il 71% in numero e 84% in volume; seguono l'abete bianco per il 10% in numero e il 5% in volume, e il larice (6% in numero e 9% in volume); sono presenti le latifoglie con il 10% in numero ma con solo il 2% in volume.

Questo tipo di formazione forestale è diffusa soprattutto nell'alta valle a varie esposizione tra i 700 e i 1.950 metri di quota. I boschi crescono su terreni originati da rocce cristalline ricche di materia organica negli strati superficiali.

Oltre a queste tipologie forestali principali, ricordiamo ancora la presenza sul territorio di altre tipologie di bosco: la quercia (rovere essenzialmente), il castagno, il frassino, l'acero, il tiglio, a cui si aggiungono due tipologie di arbusteto, il corileto (presente sui pascoli abbandonati come fase evolutiva regressiva dell'originario querceto di rovere) e l'alneto alpino (tipico dei versanti umidi, dei colatoi e dei canali da valanga).





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