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Comune di Antrona Schieranco

Giunta al suo termine la Valle si apre in una conca ricoperta di pascoli e boschi, intervallati da laghi. Qui i torrenti Loranco e Troncone confluiscono, dando origine all'Ovesca. Disseminate in messo ai prati numerose frazioni sono state raggruppate nel Comune di Antrona Schieranco.

Altre frazioni sono: Prabernardo e Madonna di sopra e di sotto, Schieranco, Locasca e Rovesca. Lungo la strada per il Lago di Antrona si trovano Ronco e Antrona Lago-Pineta.

A destra sulla provinciale ci sono Campo e Cheggio, antico alpeggio trasformato in moderno centro turistico, oltre al rifugio del CAI di Novara.

Tra tutti questi centri il più importante è Antronapiana.

Antronapiana è il centro della Valle. Nella sua storia si ricorda il 27 luglio 1642, quando un'enorme frana si staccò dal Monte Pozzoli, sbarrando il corso del Troncone, che allargò nel bacino che costituisce l'attuale Lago di Antrona, sistemato con una diga.

La parrocchiale dedicata ai SS. Lorenzo e Rocco è il maggior monumento del borgo, di grande interesse per le opere d'arte sacra scolpite in legno che vi sono conservate, molte del maestro Giulio Gualio, nato ad Antronapiana nel 1632, allievo della bottega di De Bernardis a Domodossola.

I dintorni di Antronapiana sono caratterizzati da numerosi laghi: il lago di Antrona (1083 m.), il lago di Campliccioli (1352 m.), il lago Camposecco (2325 m.) dominato dalle Coronette di Camposecco e il Lago Cingino.


Comune di Montescheno

Il Comune di Montescheno è formato da 12 frazioni sparse sulle pendici del monte tra i torrenti Ovesca e Brevettola.

Tutte le frazioni hanno cappelle dedicate ai santi, in onore dei quali si svolgono le feste annuali.
La manifestazione più importante è l'"autani", la più antica processione delle Alpi, detta dei "sette fratelli martiri". Si tiene la terza domenica di luglio e vi partecipano più di un centinaio di persone in rappresentanza di tutte le famiglie di Montescheno. Il percorso è di circa 22 km, con molte ore di cammino sui sentieri impervi della montagna che culminano con l'incontro con la gente che sale dalla Valle Bognanco e il relativo scambio di doni tra le due comunità.

I costumi tipici conservati dal gruppo folkloristico di Montescheno sono molto interessanti e curiosi: i vestiti delle spose, dal 1700 agli anni '50, hanno la caratteristica di essere di colore nero.

Il territorio di Montescheno si presta a escursioni per visitare i suoi alpeggi, tuttora ben conservati: Aulamia, Sogno, Faiù, Pianino, Sandera e infine Campo.

Dalla frazione di Sasso si può partire per passeggiate alle cime circostanti: il Moncucco (1996 m.), la Camughera (2260 m.), il Monte Ogaggia (2000 m.), il Pizzo Ciapé (2396 m.) e soprattutto la Testa dei Rossi (2022 m.) da cui si gode il panorama fino al lago Maggiore.


Comune di Seppiana

Il Comune di Seppiana è composto da due frazioni: Camblione San Rocco e Galliano.

Merita una visita l'antica chiesa di Sant'Ambrogio, uno dei monumenti architettonici più notevoli di tutta la vallata. Dagli elementi ancora visibili - il campanile, gli archetti murati e le decorazioni di marmo - è stata ricostruita l'antica architettura romanica, a navata unica, con abside semicircolare e muri in pietra a vista.

A Seppiana si svolgono feste religiose basate su antiche consuetudini.
Il 6 gennaio si tiene la sacra rappresentazione detta "del Gelindo", dal personaggio che la introdusse nel '700.
L'ultima domenica di luglio si tiene l'"autani di San Giacomo", che parte all'alba dalla chiesa di Seppiana e sale ai 1600 metri dell'Alpe Colma, attraversa il Pizzo Castello e giunge all'Alpe San Giacomo. Qui c'è l'incontro con gli abitanti di Villadossola e di Pallanzeno.
Il 14, 15 e 16 agosto per la festa di San Rocco si svolge lungo le vie del paese ornate di fiori la processione del Santo e la benedizione dei bambini.


Comune di Viganella

Le frazioni compongono il Comune sono: Rivera, Cheggio con antiche case in pietra, Bordo, Prato, Ruginenta e Terzo fuori, molto vicina a San Pietro Schieranco.
In passato il paese fu il centro dell'attività estrattiva e lavorativa del ferro; le vecchie miniere d'Ogaggia sono tutt'oggi raggiungibili con un sentiero che parte dal centro di Viganella.

Anche in questo Comune le feste in onore dei santi patroni riportano in vita antiche tradizioni.
L'8 settembre si tiene una grande processione in costume tipico con la partecipazione dei gruppi folkloristici di tutta la Valle.
Il 2 febbraio si festeggia la "pescia", un albero addobbato con doni che sono portati in chiesa per la benedizione. I doni sono poi messi all'asta in piazza per beneficenza.
Da ricordare è l'importante "autani" all'Alpe Cavallo, la domenica prima di ferragosto.

A Viganella è possibile gustare una tipica cucina alpina: il "gratitt", una polenta cotta in poca acqua e il "mazafam", un piatto unico con patate.
Un facile percorso di tre ore tra i boschi di conifere con vedute panoramiche degli alpeggi è la salita all'Alpe la Colma, attraverso gli alpeggi d'Alberina, Alpe Piana e Alpe Prei.
Altro itinerario è Viganella - Alpe Cavallo, escursione di due ore tra le vecchie miniere di Cheggio e gli alpeggi di Barco, Pianezza e Beula.





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